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Tempi di pandemia

pubblicato 27 mar 2021, 00:13 da Giulio Frate
Dopo oltre un anno dall'inizio della pandemia che sta cambiando in profondità le nostre esistenze, abbiamo pensato fosse giusto ed utile fare un po' il punto su quelle che sono state le più significative conseguenze psicosociali indotte dal coronavirus.
Abbiamo perciò invitato la psicoterapeuta Luciana Ceriani a tracciare un quadro delle trasformazioni del vissuto che lei ed i suoi colleghi, che sono professionalmente a contatto con la sofferenza psichica, stanno riscontrando in giovani e adulti.
L'incontro si terrà on line, sulla piattaforma Jitsi, giovedì 1 aprile 2021 alle 20.45
Questo il link per collegarsi: https://meet.jit.si/isola-CVaaKJH

Di seguito un testo della relatrice in preparazione all'incontro:

Tempi di Pandemia
E’ passato un anno dall’inizio della pandemia. Ricordiamo ancora quei primi momenti quando incredulità, paura, disorientamento, impotenza si sono
impadroniti dei nostri animi.  Una bufera planetaria si è abbattuta su di noi trasformando in pochi giorni tutta la nostra vita, le nostre certezze, in precarietà.
Ha messo in discussione modelli di sviluppo, mete sociali, stili di vita. Ha ricollocato le persone e la loro salute al centro  rispetto agli interessi economici, finanziari e politici. Nulla sarà come prima ci dicevamo mentre i carri militari con i morti sfilavano per Bergamo. Ne eravamo certi, era importante recuperare la consapevolezza della preziosità della vita. Sempre ci succede quando la morte si palesa prepotentemente come orizzonte certo non rimovibile.
Dopo un anno cosa è cambiato? Vi propongo alcuni spunti  di riflessione raccolti nel mio quotidiano lavoro di ascolto:

-  Contatto/Contagio     Siamo tutti parte di una rete dove tutto è connesso. La catena illimitata del vivente, di cui tutti siamo parte, ci coinvolge nostro malgrado. Siamo in relazione, tutti catturati nella rete dei contatti fisici corporei che passano dallo sputo allo starnuto, alla prossimità fisica. I nostri corpi fragili sono tutti interconnessi. La rete è un sistema indifferente ai destini del singolo. Il virus è indifferente. Dal contatto al contagio, dalle buone pratiche igieniche al delirio da contaminazione, dalla paura alla prudenza. La differenziazione è compito dell’umano.

-  L’eterno presente della pandemia   "Qui e ora",  da motto di saggezza si è trasformato in questi tempi di pandemia in una domestica prigione spazio-temporale. Nei vissuti dei miei pazienti ho potuto cogliere diverse declinazioni di queste alterazioni percettive.

-  Generazioni in pandemia.    Bambini, adolescenti, anziani e giovani adulti come stanno vivendo questa pandemia, con quali ricadute psicosociali?

Vi allego, come lettura preparatoria sull’ultimo punto, un interessante articolo comparso sull’Espresso, sulla preoccupante realtà dell’emergenza
bambini ed adolescenti. Un grido di allarme è stato lanciato dalla Neuropsichiatria infantile, con il fondamentale  contributo del “nostro” Renato Borgatti.

Luciana Ceriani


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Giulio Frate,
27 mar 2021, 00:13
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